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Giornata FAI d’Autunno, in Emilia-Romagna 44 luoghi visitabili

Giornata FAI d’Autunno, in Emilia-Romagna 44 luoghi visitabili

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.

Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.

In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico.

Ecco una selezione dei 44 luoghi visitabili in EMILIA-ROMAGNA:

BOLOGNA

Oratorio di San Rocco

Ingresso riservato agli iscritti FAI

Durante le Giornate FAI d’Autunno l’Oratorio di San Rocco apre le sue porte agli iscritti FAI, che potranno così scoprire uno dei più preziosi scrigni di pittura e decorazione bolognese del Seicento, di norma accessibile solo in occasione degli eventi dell’associazione culturale di cui è sede. Situato al piano superiore dell’omonima chiesa, lo spazio venne progettato nel 1614 da Floriano Ambrosini e decorato da artisti della scuola bolognese – all’epoca una delle principali del Paese – tra cui allievi dei Carracci e un giovane Guercino. Soppresso nel 1798 e segnato da trasformazioni e dai danni causati dai bombardamenti aerei del 1944, venne restaurato nel 1951. Dal 1980 appartiene alla Chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada e dal 1988 ospita il Circolo Culturale Lirico Bolognese. Sulle pareti spicca il ciclo di undici affreschi dedicati alla vita di San Rocco, tra cui la scena del santo imprigionato a Montpellier, realizzata appunto dal giovane Guercino. Di grande pregio anche il soffitto a cassettoni con i suoi riquadri dipinti, l’ornato della cantoria disegnato da Girolamo Curti e il raffinato altare con paliotto in scagliola policroma, che fanno dell’Oratorio una sorta di “opera d’arte totale” del Seicento.

L’Oratorio di San Rocco è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Sede Confindustria Emilia

La sede di Confindustria Emilia Area Centro, nata dalla fusione delle associazioni confindustriali delle province di Bologna, Modena e Ferrara, è situata nel cuore della città e venne progettata per questo scopo tra il 1960 e il 1964 da Enzo Zacchiroli, uno dei protagonisti dell’architettura bolognese del secondo Novecento, a seguito della vittoria di un concorso indetto nel 1959. L’edificio, composto da due blocchi di diversa altezza, con strutture in cemento armato e rivestimenti in mattoni faccia a vista, affiancati da legno e rame brunito, ben riassume la ricerca di Zacchiroli, ovvero la capacità di inserire un’architettura moderna e organica in un contesto storico, senza mimetizzarla. Le facciate sono caratterizzate da finestre a nastro, mentre un profondo portico conduce alla corte a giardino e all’atrio. All’interno si trovano la sala delle assemblee, rivestita in legno anche per migliorarne l’acustica, uffici e sale riunioni, tutti caratterizzati da una particolare attenzione ai dettagli e all’utilizzo dei materiali. La visita proposta in occasione delle Giornate FAI d’Autunno permetterà quindi di scoprire gli spazi di una delle architetture moderne più interessanti del centro storico della città, raramente visitabile al suo interno.

ARGELATO (BO)

Villa Beatrice di Argelato

Edificata nella seconda metà del Cinquecento come dimora della famiglia degli Angelelli, passata agli Zambeccari e poi ai Facchini, Villa Beatrice – dal 1996 di proprietà del Comune di Argelato – è circondata da un significativo “giardino-campagna”, elemento caratteristico della villa suburbana rinascimentale in cui convivevano natura e attività. La villa, che prese il nome dalla contessa Beatrice Lanzi Facchini,  presenta un impianto architettonico unitario pur essendo il risultato di fasi costruttive successive. Il nucleo originario, risalente alla seconda metà del Cinquecento, venne ampliato con due ali laterali che delimitano eleganti cortili interni; sul prospetto posteriore fu aggiunto in epoca neoclassica un timpano. L’interno costituisce l’elemento di maggior pregio: nove ambienti conservano fregi e soffitti affrescati con grottesche, scene figurate e complessi programmi iconografici. Le decorazioni sono attribuite in parte a Cesare Baglione, autore delle sale con soggetti moralistico-didascalici corredati da motti latini. I cicli pittorici comprendono allegorie delle virtù, dell’educazione, delle stagioni, della creazione, figure mitologiche, animali e paesaggi, integrati da stemmi araldici e raffinate grottesche. Arte, ironia e insegnamenti morali convivono in un ciclo pittorico che racconta anche la cultura e i valori delle famiglie che la abitarono. L’insieme rappresenta uno dei più significativi esempi di decorazione di villa del territorio bolognese tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, con una rara unità tra architettura, apparato decorativo e programma celebrativo.

IMOLA (BO)

Padiglione 10 e 12 Complesso Osservanza ex manicomio

Il Padiglione 10-12 si trova nel Complesso dell’Osservanza; progettato dall’Ing. Felice Orsini ed edificato tra il 1890 e il 1910 come ospedale psichiatrico autosufficiente, il complesso rappresenta oggi uno dei principali interventi di rigenerazione urbana della città, dove patrimonio architettonico, paesaggio e nuove funzioni pubbliche e istituzionali convivono valorizzando il contesto storico e ambientale. Il Padiglione, destinato al ricovero dei degenti, fa parte del sistema dei caratteristici padiglioni a “C” a due piani. Ospitava sale ricreative, dormitori, locali di servizio, guardiole per medici e infermieri e piccole camere per i pazienti. Le visite proposte in occasione delle Giornate FAI d’Autunno faranno conoscere dunque uno dei padiglioni storici più rappresentativi dell’antico ospedale psichiatrico dell’Osservanza, recentemente restaurato. Il percorso porterà alla scoperta della sua trasformazione, illustrando le scelte progettuali che hanno coniugato conservazione e nuove funzioni. Il recupero ha restituito il valore storico all’edificio, destinandone gli spazi ai servizi del Nuovo Circondario Imolese e al Laboratorio Museale che invita a riflettere sulla storia delle istituzioni manicomiali e sull’evoluzione della cura della salute mentale attraverso documenti, testimonianze e memorie del territorio.

OZZANO DELL’EMILIA (BO)

Villa Angelica

Villa Angelica sorge nella campagna di Ponte Rizzoli ed è circondata da un parco con giardino, boschetto, specchio d’acqua e parcelle coltivate a erbe officinali: un paesaggio che lega in modo naturale la villa alla sua attuale vocazione erboristica. La Villa è stata realizzata tra il 1843 e il 1844 per Giuseppe e Luigi Majara e presenta lo schema planimetrico a loggia passante tipico della tradizione che caratterizzava le ville della campagna bolognese. Dallo stile neoclassico, di sobria eleganza, è articolata su tre livelli, con un timpano con orologio al centro e soprastante campanile a vela. Le sale interne sono affrescate a grottesche con motivi floreali, figure femminili e allegorie delle quattro stagioni. Dal 1981 ospita l’Istituto Erboristico L’Angelica, nato qui per coniugare il sapere tradizionale sulle piante officinali con la ricerca scientifica. Chiuso per alcuni anni, nel 2026 la villa riapre dopo un importante restauro, come L’Angelica Experience Center, spazio di visita, formazione e divulgazione. Le visite proposte in occasione delle Giornate FAI d’Autunno offriranno l’occasione di scoprire la storia della dimora e la nascita dell’Istituto Erboristico L’Angelica, grazie a un percorso che attraverserà gli ambienti storici, per proseguire nelle sale tematiche del nuovo Experience Center e poi all’esterno, nel giardino e tra le parcelle di erbe officinali.

FORLÌ (FC)

Liceo Canova tra Razionalismo e collezione di opere d’arte

Il liceo Artistico e Musicale “Antonio Canova” si trova lungo il viale che circonda il nucleo storico di Forlì. L’idea di edificare una scuola in questa zona nacque nel 1940 per iniziativa di Benito Mussolini, quando la Cassa dei Risparmi di Forlì donò un milione delle lire di allora per la sua realizzazione. Inaugurata nel 1943, in origine si trattava di una scuola elementare, unita con una colonia elioterapica. Nel tempo il plesso diventò una scuola media, un istituto d’arte e infine un liceo artistico nel 2011. Lo stile razionalista dell’edificio rispecchia la tendenza di fine degli anni Trenta di rappresentare una sobria, severa architettura di regime in calcestruzzo armato e muratura. La costruzione risentì della carenza di materiali del periodo di autarchia, ricorrendo al finto travertino, ad elementi laterizi leggeri e a finiture essenziali. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, gli studenti accompagneranno i visitatori alla scoperta dell’edificio, della sua storia e del contesto in cui è inserito; sarà inoltre possibile entrare negli spazi della scuola e ammirare le opere di pittura, scultura, ceramica, tessitura, modellistica architettonica e oreficeria realizzate, nel corso di diversi decenni, da artisti-docenti e studenti dell’istituto.

Il Liceo Canova è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

FERRARA

Teatro Comunale di Ferrara: dietro le quinte

È nel 1773 che il Cardinal Borghese, accondiscendendo alle richieste dei cittadini ferraresi di avere uno spazio pubblico per ritrovarsi, incarica gli architetti Cosimo Morelli e Antonio Foschini della progettazione di un teatro. Dopo molte vicissitudini, nel 1798 il teatro inaugura con l’opera Gli Orazi e i Curiazi di M. Portogallo e il Balletto La figlia dell’aria di S. Viganò. Oggi è possibile individuare con sufficiente precisione gli apporti di Morelli e Foschini: al primo si attribuisce la Rotonda di forma ellittica, necessaria per la movimentazione delle carrozze, e la facciata a loggiato rustico con botteghe, mentre al secondo le soluzioni riguardanti l’ingresso con lo scalone d’onore, le sale per la conversazione e quelle del piano nobile destinate all’appartamento del cardinal legato. La curva ellittica della sala teatrale e l’organizzazione dei palchi sono frutto delle proposte di entrambi. Da ulteriori approfondimenti si è compreso che Morelli ha avuto funzione di supervisore e Antonio Foschini è stato il reale costruttore del teatro, le cui strutture architettoniche sono rimaste pressoché inalterate nel corso dei suoi 200 anni. Profondamente modificato è invece l’apparato decorativo, rinnovato a più riprese nella prima metà dell’Ottocento da Francesco Migliari. Il teatro è stato recentemente oggetto di lavori di riparazione dei danni dovuti al sisma del maggio 2012. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare spazi esterni e interni del teatro, oltre a spazi normalmente non accessibili.

SAN CESARIO SUL PANARO (MO)

Villa Boschetti

L’edificio, costruito nel XV secolo dai conti Boschetti – una delle casate nobiliari più antiche di Modena che ottenne il titolo di Conti di San Cesario – e trasformato in villa nel secolo successivo, è il risultato di successivi accorpamenti e modifiche a partire dal Settecento. Nell’Ottocento la villa è stata ampliata con la costruzione dell’ala verso il giardino e dell’ala che ospita la kaffehaus. Il complesso monumentale con il suo enorme parco storico di grande interesse naturalistico, dal 1980 proprietà comunale, verrà riaperto dopo i lavori di restauro proprio in occasione delle Giornate FAI d’Autunno. Si potranno ammirare per la prima volta gli affreschi appena restaurati che ne decorano le sale e soffermarsi nel vasto parco storico pensato dal conte Claudio Boschetti negli stessi anni in cui si progettava l’ampliamento della villa-palazzo: un giardino romantico, o “all’inglese”, con vialetti, sentieri, collinette – una delle quali adibita a ghiacciaia – tigli, farnie, platani e frassini secolari. Aperto sul parco, ma anche comunicante con l’abitazione principale la deliziosa kaffehaus decorata con scene di mitologia e di antichità classica, il luogo più ammirato dagli ospiti dei conti. La visita potrà concludersi nella basilica romanica davanti all’imponente tomba di Gian Galeazzo Boschetti opera di Antonio Begarelli (1499-1565), uno dei più importanti scultori plastici modenesi.

SAN SECONDO PARMENSE (PR)

Museo Agorà Orsi Coppini

Il Museo Agorà Orsi Coppini, fondato nel 2009, è un Museo d’Arte Olearia allestito nel Podere Fieniletto, un ex-caseificio dell’Ottocento restaurato con cura e trasformato dalla famiglia Orsi Coppini per accogliere un percorso dedicato all’olivo. Antichi documenti testimoniano che l’olivo era coltivato nel Parmense fin dal XII secolo, una tradizione che arriva da lontano e che il Museo vuole riportare alla memoria, grazie ai suoi quattro spazi: SPAZIO ANITA, dedicato alla storia dell’olio e ai sistemi di produzione più antichi di tipo meccanico; SPAZIO AMERICO, dedicato alle macchine e agli strumenti di produzione idraulici; ANGOLO DI LETTURA; AGORA’ TRA GLI ULIVI, un maestoso anfiteatro all’aperto letteralmente immerso in un uliveto, unico nel suo genere, attrezzato con le più nuove tecnologie e servizi, per concerti, spettacoli ed eventi anche di altissimo livello, che può ospitare fino a 500 persone a sedere su tre livelli di gradoni. Durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitarne gli spazi esterni e interni, scoprendo la storia, le tecniche di produzione e i saperi antichi legati all’olio extravergine di oliva.

SISSA TRECASALI (PR)

Fornace di Gramignazzo

Nel 1882 Giovanni Pizzi commissionò la costruzione della fornace, un complesso industriale per la cottura di laterizi, tra le prime in Emilia-Romagna a funzionare a ciclo continuo, secondo la tecnologia inventata da Friedrich Hoffmann nel 1858. Il suo nome è storicamente legato al campanile di San Marco a Venezia, poiché, a seguito del crollo avvenuto nel 1902, dalla Fornace Pizzi partirono i mattoni per la ricostruzione della torre. Danneggiata nella Seconda Guerra Mondiale, rimase attiva fino al 1972, quando fu definitivamente chiusa. Più volte messa all’asta dall’amministrazione fallimentare della società finanziaria che la possedeva, nel 2000, grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini, furono raccolti i fondi per acquistarla e salvarla. La visita proposta in occasione delle Giornate FAI d’Autunno si svilupperà all’esterno e all’interno dell’edificio principale, con un particolare focus sulle gallerie interne, al fine di meglio comprenderne il peculiare funzionamento a ciclo continuo.

FIORENZUOLA D’ARDA (PC)

MAE Museum – Il primo museo d’Europa dedicato alla fibra di carbonio

Fiorenzuola d’Arda si trova al centro di un territorio, la cosiddetta “Motor Valley”, in cui tradizione produttiva e innovazione tecnologica crescono in parallelo. È qui che ha sede il MAE Museum, inaugurato a dicembre 2025, il primo museo dedicato alla storia e alla produzione della fibra di carbonio, che unisce ricerca ed educazione alla conservazione dell’archivio aziendale, totalmente ripensato per accogliere lo spazio museale. Progettato da CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota e nato dalla volontà di Marco e Paola Rovellini, rispettivamente presidente e CFO di MAE SpA – il principale produttore mondiale di attrezzature per la produzione di fibra di carbonio – è un luogo in cui la memoria industriale si unisce a innovazione e tecnologie digitali. Nel museo, che custodisce il patrimonio tecnologico italiano del settore, unico al mondo, l’allestimento trasforma l’archivio in un originale e interattivo spazio di conoscenza dedicato alla fibra di carbonio. Un materiale diventato onnipresente negli ultimi decenni, dai motori a reazione alle biciclette, dalle supercar ai dispositivi medici, eppure pochi sanno come viene prodotta. Il Museo MAE offre un contributo di conoscenza, invitando i visitatori a scoprire come un polimero di uso quotidiano – la fibra acrilica, simile a quella utilizzata per l’abbigliamento – abbia dato origine a uno dei materiali trainanti della nostra epoca. Di particolare rilievo il Carbonization Tunnel, ambiente immersivo nel quale calore, luce e spazio traducono in esperienza sensoriale il processo che trasforma la fibra acrilica in fibra di carbonio. Un ulteriore spazio presenta un modello di impianto produttivo e contenuti in realtà aumentata, mentre la galleria conclusiva raccoglie prototipi e applicazioni nei settori automobilistico, aerospaziale ed energetico, rese possibili dalle caratteristiche della fibra di carbonio: straordinaria resistenza meccanica, estrema leggerezza, elevata rigidità e conducibilità termica/elettrica.

ALFONSINE (RA)

Casa del Diavolo e dell’Agnese

La Casa del Diavolo si inscrive nella storia di una terra di confine, di commercio fluviale, in particolare per il trasporto del sale da Cervia verso Nord, terra di bracconieri e banditi. La casa, antica torre di guardia e magazzino, sorge isolata ed evoca la leggenda che vede protagonista un bellissimo diavolo, rimasto nel luogo dopo efferati assassini compiuti dai Veneziani in una notte di tempesta. La Casa dell’Agnese, casa colonica tipica della fine dell’Ottocento, testimonianza della vita rurale romagnola, oggi scomparsa, fu scelta per alcune scene del film L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, tratto dal romanzo di Renata Viganò. In collaborazione con il Comune di Alfonsine e l’Associazione Amici del Senio, la visita alle due case proposta durante le Giornate FAI d’Autunno permetterà di immergersi nella civiltà contadina del luogo. Alla Casa del Diavolo i visitatori potranno scoprire la storia di un territorio un tempo paludoso e insidioso e le leggende che ne alimentano il fascino. Per le Giornate FAI sarà inoltre allestita un’esposizione fotografica realizzata da Luciano Cavazza, dedicata alla flora e alla fauna spontanee del territorio. Dopo una breve performance poetico-teatrale, il percorso proseguirà fino alla Casa dell’Agnese, dove verrà raccontata la vita quotidiana rurale fino alla metà del secolo scorso. Durante la visita verranno proiettate alcune citazioni e immagini degli spazi che compaiono nel film L’Agnese va a morire. Al termine del percorso sarà allestito un punto di ristoro, con assaggi di prodotti e specialità gastronomiche a cura dell’Associazione Amici del Senio. La visita sarà arricchita da una breve azione teatrale di Viviana Pirazzini e Demetria Rambelli di Elastica Teatro.

LUGO (RA)

Buche Gattelli. Dalla terra del Neolitico alla biodiversità

Le Buche dell’ex fornace Gattelli sono costituite da un ampio invaso d’acqua circondato da fitta vegetazione. L’ampia voragine era la sede della cava di argilla che serviva alla fornace per la produzione dei laterizi. La consistente produzione di manufatti è già documentata nel 1886; nel dopoguerra, la ditta Melandri&Gattelli, a seguito della notevole richiesta di materiale per l’edilizia, operò una ristrutturazione totale. Nel 1998 la produzione di laterizi venne trasferita a Russi. Il luogo, abbandonato, è stato invaso dall’acqua di falda ed è andato incontro a un processo di rinaturalizzazione spontanea. Nel frattempo, nel 1982 un gruppo di archeologi dilettanti aveva scoperto, al centro del bacino di estrazione dell’argilla, i segni di un insediamento preistorico. Le ricerche sistematiche, intraprese dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna dal 1983, hanno consentito d’individuare un insediamento di età neolitica, risalente al VI millennio a.C. da collocare nell’ambito della cosiddetta cultura di Fiorano. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, verrà raccontata la storia di questo sito e il progetto di riqualificazione del Comune di Lugo con l’obiettivo di rendere quest’area fruibile da parte dei cittadini. Un percorso virtuoso di recupero e riqualificazione di un sito industriale abbandonato, per trasformarlo in un sito di riequilibrio ecologico, e di salvaguardia della biodiversità e contemporaneamente renderlo fruibile a tutti con la creazione di percorsi educativi e di svago.

REGGIO EMILIA

Centro Internazionale Loris Malaguzzi

Negli spazi dell’ex stabilimento Locatelli si trova il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, un luogo di ricerca, innovazione e sperimentazione educativa fondato sul celebre Reggio Emilia Approach. L’idea della sua realizzazione parte da alcune suggestioni del pedagogista Loris Malaguzzi nei primi anni Novanta e la sede scelta per ospitarlo, un’area industriale dismessa acquistata dal Comune di Reggio Emilia nel 1998, viene recuperata tra il 2002 e il 2012, con lavori che procedono per fasi. Nel 2006 apre la prima parte del Centro, con gli uffici di Reggio Children, il Centro Documentazione, le aree atelier, la sala mostre e l’auditorium; nel 2009 vengono inaugurate la Scuola dell’infanzia e primaria. Gli edifici conservano l’impianto dell’antico stabilimento costruito tra 1926 e 1929, con le grandi volumetrie industriali, le murature in laterizio e la Palazzina Liberty, sede degli uffici. Il progetto di recupero del complesso, che si sviluppa su una superficie di circa 12.000 mq, ha inserito nuove funzioni pubbliche, tra cui una piazza coperta, spazi espositivi, atelier, ristorante, caffetteria, bookshop e un auditorium. Le visite in occasione delle Giornate FAI d’Autunno faranno scoprire questo luogo simbolo della pedagogia reggiana – che si distingue per una spiccata attitudine all’osservazione e alla documentazione dei pensieri e del lavoro dei bambini – e permetteranno di conoscerne l’architettura e la sua storia di rigenerazione urbana.

REGGIOLO (RE)

Palazzo Sartoretti a Reggiolo

Palazzo Sartoretti sorge nel centro di Reggiolo ed è il fulcro della vita culturale della comunità; con le sue forme monumentali, l’edificio dialoga con l’ambiente circostante attraverso il suo giardino, che, evolutosi nel XIX secolo da giardino all’italiana a giardino all’inglese di stampo romantico, è oggi un parco pubblico. Il Palazzo, originario del XVI secolo, divenne nel 1765 residenza della famiglia Sartoretti, influenti tesorieri legati agli Asburgo. Nel corso di oltre due secoli il casato gli conferì un aspetto monumentale e ne arricchì gli interni con decorazioni neoclassiche, con richiami pompeiani e antiquari. Nel 1979, l’ultima discendente Donna Amelia lo donò alla comunità per scopi sociali e culturali. Nonostante i gravi danni del sisma del 2012, un meticoloso restauro conclusosi nel 2021 ha restituito alla cittadinanza l’edificio, sede della Biblioteca “G. Ambrosoli” e della Pinacoteca “A. R. Giorgi”. L’ambiente di maggior pregio del Palazzo è il Salone dei Miti, caratterizzato dal pavimento originale e da spettacolari decorazioni a trompe-l’oeil che dilatano lo spazio con effetti prospettici. Ricorre spesso l’iconografia delle torrette e dei torelli, richiamo araldico al cognome dei Sartoretti.

POGGIO TORRIANA (RN)

Palazzo del Poggiano

Il Palazzo del Poggiano è un’antica residenza nobiliare fortificata del XIV secolo inserita all’interno di un giardino storico con piante secolari. Fondato nella prima metà del Trecento come residenza di campagna e casino di caccia della signoria dei Malatesta di Rimini, successivamente è appartenuto a diverse importanti casate, tra cui i Bentivoglio, i Montefeltro, i Nardini, i Della Rovere, i Doria, i Gonzaga, i Medici, sino ad arrivare alla famiglia Tosi (XIX secolo). Alla Seconda Guerra Mondiale sono seguiti anni di degrado, fino al recente restauro (2000–2008) voluto dagli attuali proprietari. L’edificio conserva la struttura originaria massiccia a pianta quadrangolare dei fortilizi rurali difensivi e il cortile interno con le tracce del grande pozzo. Sono visibili le modifiche e gli ampliamenti che si sono sovrapposti nel corso dei secoli, come la piccola chiesa affrescata o la suggestiva scalinata seicentesca che conduce alla corte. Gli arredi e i decori del piano nobile risalgono alla nobile famiglia Tosi, alla quale si deve una parziale trasformazione in stile neogotico, con l’inserimento di decorazioni in cotto, e l’eleganza degli interni, impreziositi da originali arredi d’epoca. La visita proposta in occasione delle Giornate FAI d’Autunno permetterà di immergersi nella storia pluricentenaria del Palazzo, difficilmente accessibile, di cui verranno illustrati gli aspetti storici, culturali e naturalistici.