
“Le più mie più sincere congratulazioni a Jessica Rosval per questo straordinario riconoscimento, che premia il suo talento, la sua professionalità e un percorso di crescita costruito con impegno, dedizione e passione. La sua storia professionale racconta anche la capacità di assorbire e interpretare la cultura gastronomica dell’Emilia-Romagna e di restituirne al mondo il calore, l’identità e la ricchezza dei saperi e delle tradizioni, anche grazie all’incontro con Massimo Bottura”.
Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, commenta l’assegnazione a Jessica Rosval, chef del ristorante Gatto Verde di San Damaso, a Modena, del titolo di migliore chef donna al mondo. Un premio che si accompagna a un altro importante risultato per il ristorante modenese, oggi al 24° posto nella classifica dei migliori ristoranti al mondo.
“Il percorso di Jessica Rosval- sottolinea l’assessore- è una storia che parte dal Canada, sua terra d’origine, e arriva a Modena, diventata la sua casa e la sua terra d’adozione. Una storia che dimostra come la cucina e la gastronomia siano una straordinaria occasione di incontro tra culture, tradizioni e identità diverse, capaci di dialogare e contaminarsi, unendo persone e territori di tutto il mondo. Accanto alla qualità della proposta gastronomica e alla capacità di guidare una realtà di eccellenza come il Gatto Verde, vogliamo sottolineare anche l’attenzione di Rosval alla dimensione sociale, testimoniata dal progetto Roots: un’esperienza che dimostra come la cucina possa essere anche uno strumento di inclusione, valorizzazione delle persone e costruzione di nuove opportunità”.
“Insieme al valore della presenza di Massimo Bottura, adesso Modena può vantare anche il primato raggiunto di Jessica Rosval. Non è un caso che professionisti di questo livello abbiano scelto e trovato casa nella nostra terra, una delle capitali internazionali della gastronomia e cuore della Food Valley italiana ed europea. Qui- conclude Mammi– la qualità delle competenze, la cultura del lavoro e la straordinaria ricchezza delle produzioni agroalimentari si incontrano e si rafforzano a vicenda. Un patrimonio che racconta un intreccio di storia, saperi, tradizioni e capacità di innovare e che trova la massima espressione nelle nostre 46 indicazioni geografiche Dop e Igp che rendono l’Emilia-Romagna riconoscibile e apprezzata in tutto mondo”.
