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Femminicidi, USMIA Carabinieri: per sconfiggere il buio del silenzio, bisogna agire soprattutto sulla cultura


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Femminicidi, USMIA Carabinieri: per sconfiggere il buio del silenzio, bisogna agire soprattutto sulla culturaL’ultimo di una lunga serie di episodi è accaduto in provincia di Reggio Emilia e risale a ferragosto. In questo caso fortunatamente un passante che, sentendo le urla strazianti di una donna provenienti da un appartamento sito al quinto piano di un condominio del reggiano, non ha esitato ad intervenire. Attraverso la ricostruzione delle notizie trapelate subito dopo la vicenda, sembrerebbe che la vittima, in preda alla disperazione, allo scopo di non essere sopraffatta e stuprata, aveva raggiunto una finestra dove il suo aguzzino, mediante energici spintoni, stava tentando di farla precipitare nel vuoto.

UN VOLO CHE AVREBBE MESSO FINE PER SEMPRE AL GRIDO DI AIUTO DI UN’ALTRA DONNA; UNA TRA LE TANTE, PURTROPPO SPESSO RIMASTE INASCOLTATE, CHE OGNI GIORNO SUBISCONO VIOLENZE IMPUNITE, SPECIE TRA LE MURA “OVATTATE” DI UNA SOCIETÀ SORDA O PEGGIO CHE FA FINTA DI NON SENTIRE.
Grazie al coraggio, all’alto senso civico ed alla determinazione di un giovane cittadino, supportato dall’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di Correggio, si è riusciti ad evitare l’ennesimo femminicidio ed assicurare alla giustizia un pericoloso malvivente. Il grande gesto, soprattutto significativo, deve essere necessariamente esaltato e valorizzato perché la nostra società ha urgente bisogno di forti segnali da parte di tutti, in particolare dalla politica.
Per invertire rotta e sconfiggere l’allarmante fenomeno, è necessario iniziare dalla cultura. D’altronde, per combattere qualsiasi tipo di criminalità, si ritiene indispensabile la collaborazione di tutti gli attori in campo, compresi i cittadini, come ha dimostrato il giovane reggiano. Bisogna superare le barriere dell’omertà e dell’indifferenza; gli ostacoli più difficili che incontrano le Forze dell’Ordine in una società, a volte egoista, che corre sempre più veloce ma riflette poco.
Il Segretario Generale di USMIA Sezione Carabinieri Carmine Caforio – chiede a gran voce alla politica l’urgente necessità di porre le Forze dell’Ordine nelle condizioni, giuridiche ed operative, di poter garantire concretamente protezione e tutela nei riguardi delle vittime che denunciano violenze, nonché di coloro che collaborando con la giustizia esponendosi a ritorsioni.

RICORDIAMO CHE IN ITALIA, SOLO NEL 2020, SI CONTANO 91 FEMMINICIDI DI CUI 81- CIOÈ L’89% DEL TOTALE – COMMESSI TRA LE MURA DOMESTICHE.
Si è convinti che per prevenire efficacemente le violenze di genere, sarebbe molto utile dotare le vittime di un satellitare in grado di far scattare un allarme in caso di avvicinamento, nel raggio di qualche chilometro, del loro carnefice; questo sarebbe uno strumento di difesa passiva geniale e sicuramente idoneo ad evitare tante altre tragedie annunciate.
L’Arma dei Carabinieri da tempo rivolge la massima attenzione verso questi vili delitti, ne è la prova il continuo incremento delle cosiddette “STANZE ROSA”; luoghi appositamente studiati per accogliere e ascoltate vittime vulnerabili che intendono denunciare violenze ed abusi.
USMIA SEZIONE CARABINIERI, PER FORNIRE IL PROPRIO CONTRIBUTO DI PENSIERO RIGUARDO L’ALLARMANTE FENOMENO, IL PROSSIMO 20 SETTEMBRE, A MODENA, TERRÀ UN CONVEGNO SUL TEMA CON LA PRESENZA DI IMPORTANTI RELATORI.

(Il Segretario Generale USMIA Carmine Caforio)