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Telecamere a Modena: oltre 350 entro il 2021

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Telecamere a Modena: oltre 350 entro il 2021“Sulle sicurezze urbane siamo in pressing costante verso il Governo nazionale in tutte le sedi formali e informali, sempre con il massimo rispetto istituzionale, ma con fermezza e insistenza. E sono fiducioso che con l’arrivo della dottoressa Silvia Burdese a capo della Questura e l’impegno della Prefettura, possa ufficializzarsi a breve il percorso di elevazione in fascia A. Confermo anche l’impegno dell’Amministrazione comunale sia sul fronte dell’organico di Polizia locale che per quanto riguarda la videosorveglianza cittadina che supererà l’obiettivo delle 350 telecamere fissato per il 2021”.

È quanto ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo nel Consiglio comunale di giovedì 4 novembre all’interrogazione di Fratelli d’Italia-Il Popolo della Famiglia. L’istanza, illustrata da Elisa Rossini, chiedeva quali iniziative sono state intraprese per ottenere l’elevazione in fascia A della Questura o comunque per ottenere un potenziamento dell’organico di Polizia; quale la risposta del Governo e se il Ministero dell’Interno abbia dato corso alle intenzioni manifestate durante la visita a Modena; quali le iniziative adottate per potenziare la videosorveglianza comunale e sostenere cittadini e imprese; quali ulteriori iniziative ha in programma l’amministrazione anche nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica previsto dal Patto per Modena sicura.
“Le istanze del nostro territorio sono una priorità assoluta – ha osservato il sindaco – non certo condizionate dalle quotidiane dinamiche politiche nazionali e mi aspetto sempre massima collaborazione da parte dei nostri rappresentanti nazionali in Parlamento, senza distinzione di partito”. Ha anche ricordato la recente visita in Municipio della nuova Questora sottolineando che sul “percorso di elevazione alla fascia di dirigente generale, con la conseguente rivalutazione di dotazioni di personale e strumentali, siamo in attesa che arrivino notizie ufficiali da Roma”. Attualmente i dati aggiornati ad ottobre dalla Prefettura parlano di 365 appartenenti alla Polizia di Stato in forza a Questura di Modena e Commissariati con 7 nuove unità assegnate in estate di cui 4 al Posto di Polizia integrato; un contingente dei Carabinieri pressoché al completo con una dotazione organica di 148 militari e la Guardia di Finanzia con una forza effettiva pari a 153 a fronte dei 198 previsti (con una carenza quindi di 45 finanzieri). Infine, dalla legge di Bilancio si evince il prolungamento per tutto il 2023 del progetto Strade Sicure che prevede il coinvolgimento dell’esercito in attività di presidio del territorio.
“A fianco delle Forze dell’Ordine – ha continuato Muzzarelli – c’è il corpo della Polizia Locale con 215 agenti pienamente operativi; entro l’anno altri tre saranno assunti dal corso concorso regionale e due ispettori tramite concorso del Comune; inoltre, nell’integrazione al piano occupazionale 2021, già valutato dalla Giunta, sarà prevista la selezione per assunzione di almeno altri nove agenti.
Inoltre, “l’implementazione della videosorveglianza rappresenta un elemento strategico strutturale che diventa complementare con le azioni di rigenerazione urbana”, ha affermato citando quanto sta avvenendo per esempio nell’area nord con il Progetto periferie. Dal 2014 il numero delle telecamere è quasi triplicato e oggi sono 345 quelle integrate nel sistema cittadino (a cui si aggiungono 23 del Sistema di Controllo Nazionale Targhe e Transiti; 20 afferenti al sistema Stadio Braglia; 22 presso il comando di Polizia locale e cinque su un mezzo del Corpo) quindi, l’obiettivo delle 350 telecamere tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 sarà quindi superato”, ha affermato ricordando che potenziamento della Polizia locale e sviluppo della videosorveglianza cittadina sono tra le linee d’intervento del Piano delle Sicurezze urbane del Comune nell’ambito del Patto per Modena Sicura più volte richiamato durante l’incontro con la nuova responsabile della Questura che ha condiviso sia la necessità di “fare squadra”, sia la volontà di svolgere molto presto una serie di sopralluoghi congiunti per verificare problemi e soluzioni concrete.
“Insieme abbiamo ribadito l’impegno comune per garantire le sicurezze al plurale che rappresentano una priorità per la comunità – ha proseguito il sindaco – e per affrontare situazioni che preoccupano, come i tentativi della criminalità organizzata di entrare nel tessuto economico e sociale, fenomeni come lo spaccio di droga e i furti nelle abitazioni, l’aggressività e la violenza che caratterizzano certi gruppi giovanili e a tal proposito la questora ha garantito massima attenzione da parte della Questura rispetto agli ultimi episodi di violenza giovanile, collaborando, con il coordinamento della Prefettura, col Comune e le istituzioni già impegnate. “Ci tengo infine a sottolineare – ha concluso il sindaco – che la nuova questora guarda con molto interesse all’esperienza del Controllo di vicinato (che ad oggi conta quasi 90 gruppi) e ha dato piena disponibilità a incontrare i cittadini che si sono messi a disposizione della propria comunità”.
In replica, Elisa Rossini si è dichiarata soddisfatta per “lo sforzo diretto ad aumentare la videosorveglianza” che ha chiesto di proseguire. Concentrandosi, quindi, sull’elevazione in fascia A della Questura, ha affermato che dalla corrispondenza intercorsa tra Amministrazione e ministri dell’Interno dal 2018 a oggi, “emerge che la richiesta di avanzamento è solo un punto tra i tanti e non emerge una richiesta diretta di elevazione, nonostante i problemi di sicurezza della città. Invitiamo quindi il sindaco a interrogare il ministro esplicitamente sul solo punto della questura, perché il compito del sindaco, che è sindaco di tutti i cittadini, è andare dal Governo per dare risposta ai problemi dei modenesi”.