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Gianluca Bocchi in Fondazione San Carlo parla di “Globalizzazione e globalizzazioni”

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Gianluca Bocchi in Fondazione San Carlo parla di “Globalizzazione e globalizzazioni”Venerdì 17 dicembre, a partire dalle ore 17.30, proseguono le lezioni del ciclo dedicato al tema Viaggio. Esperienza del limite e conoscenza dell’alterità nella cultura occidentale, ideato dal Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena.

L’incontro, dal titolo Globalizzazione e globalizzazioni. Per un nuovo umanesimo delle relazioni umane, sarà tenuto da Gianluca Bocchi, professore di Logica e Filosofia della scienza presso l’Università di Bergamo. Tra i suoi numerosi interessi di ricerca vi sono il concetto di complessità e le sue implicazioni in campo filosofico, scientifico e culturale, le origini e gli sviluppi degli attuali processi di globalizzazione, i nuovi modelli epistemologici messi a punto grazie agli avanzamenti delle scienze della vita, il tema dei confini territoriali e della costruzione delle identità etniche e nazionali. Oltre a curare l’edizione italiana di scritti di Ilya Prigogine, Ervin László, Niles Eldredge ed Edgar Morin, ha pubblicato: Origini di storie (et al., Milano 2009); L’Europa globale. Epistemologie delle identità (Roma 2014).

Nell’età della globalizzazione, nota Gianluca Bocchi, le istituzioni politiche dovrebbero percepire come propria risorsa una delle caratteristiche più originali della transizione epocale che stiamo vivendo: sempre di meno le relazioni e le interazioni fra individui e le interazioni fra individui e collettività sono disciplinate da relazioni di vicinanza spaziale. Essere vicini (o lontani) spazialmente non dà alcuna garanzia immediata di essere vicini (o lontani) culturalmente, progettualmente, emotivamente. Sono soprattutto le forme assunte dalle comunicazioni umane e dalle innovazioni tecnologiche a far sì che la contiguità spaziale non sia condizione necessaria per garantire continuità e intensità alle relazioni fra individui. Vale anche l’inverso: oggi la prossimità spaziale è sempre di meno una garanzia che gli individui “vicini” abbiano veramente qualcosa di profondo in comune (come era insito invece nell’idea moderna di cittadinanza). Nascono così nuovi tipi di comunità. E, nello stesso tempo, vengono relativizzate le antiche comunità, fondate sul privilegio delle relazioni di contiguità spaziale. Questi processi fanno sì che il singolo individuo di fatto faccia parte di molte comunità differenti, e assuma su di sé identità differenti. L’individuo scopre in se stesso identità diversificate e stratificate e deve mediare fra le tensioni e i conflitti che intercorrono fra di esse. In questo modo, un problema politico, meta-politico ed educativo di importanza cruciale diventa quello di sostenere il singolo individuo nei suoi sforzi di connessione e di integrazione di identità di tipo spaziale (quali sono l’appartenenza a uno stato, a una regione, a un continente, a una città) e identità di tipo non spaziale, identità puramente individuali e identità collettive, identità antiche e identità nuove. In definitiva, il compito urgente è quello di aiutare gli individui e le collettività a percepirsi come identità multiple al loro stesso interno, consentendo loro anche di percepire gli altri individui o le altre collettività come identità altrettanto multiple. Solo questo gioco di riconoscimenti reciproci della natura complessa delle identità, in se stessi e negli altri, può far emergere una nuova idea di solidarietà che non sia basata sulla rinuncia a ciò che rende differenti gli individui e le collettività, bensì sulla consapevolezza che l’interazione e la coevoluzione delle differenze sia sempre di più una necessaria precondizione per la buona salute di ogni patrimonio comune, politico non meno che culturale.

La conferenza si tiene presso la Sala verde della Fondazione Collegio San Carlo (via San Carlo 5, Modena), con inizio previsto alle ore 17.30, nel pieno rispetto delle prescrizioni locali e nazionali per il contenimento del contagio da Covid-19. La lezione è aperta al pubblico, fino a esaurimento posti, mediante prenotazione all’indirizzo www.fondazionesancarlo.it o al numero 059.421210.

La conferenza sarà trasmessa anche in diretta web sul sito www.fondazionesancarlo.it. Attraverso i canali di streaming sarà possibile interagire in diretta con la conferenza inviando commenti e domande. L’incontro, come tutti gli altri del ciclo, sarà poi inserito nell’archivio conferenze presente su www.fondazionesancarlo.it, dove sarà accessibile gratuitamente. Per informazioni: 059.421210.