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Modena: “Senza chiedere permesso”, contributi a 13 progetti

Modena: “Senza chiedere permesso”, contributi a 13 progettiSono 13 i progetti per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, presentati da aziende, libere professioniste e associazioni, che hanno ottenuto un contributo dal Comune di Modena attraverso “Senza chiedere permesso”, il bando che ha messo a disposizione un fondo di 34 mila euro con l’obiettivo di sostenere una maggiore e migliore partecipazione delle donne al mercato del lavoro con azioni innovative di sviluppo del welfare aziendale e di sostegno al lavoro professionale.

Tra i progetti finanziati ci sono la stabilizzazione e il consolidamento dello smart working, la previsione di orari flessibili tarati sulle esigenze personali, incontri di formazione per dirigenti e dipendenti, ma anche la creazione di spazi di co-working, laboratori per il recupero delle abilità residue in persone fragili con l’obiettivo di sostenere i caregiver che sono soprattutto donne, voucher per l’attività sportiva dei bambini e i servizi educativi estivi in modo da alleggerire le madri lavoratrici, la creazione e l’estensione di app per aiutare le mamme malate oncologiche e le famiglie di ragazzi affetti da autismo.

“Senza chiedere permesso” è giunto alla seconda edizione e, come sottolinea l’assessora alle Pari opportunità Grazia Baracchi, “sta crescendo, grazie anche all’impegno di enti e associazioni che collaborano con il Comune. L’amministrazione comunale, infatti, in questi anni ha realizzato nuovi servizi per favorire la conciliazione, come i prolungamenti orari di scuole e asili, le aperture straordinarie nei periodi di vacanza e di chiusura scuole, ma per arrivare a un reale equilibrio tra vita e lavoro è necessario coinvolgere sui progetti le realtà produttive. Con il bando – conclude – proviamo a sostenere azioni concrete che migliorino la vita delle donne ma anche a cambiare un paradigma culturale consolidato e a passare dalla conciliazione alla condivisione”.

Il bando “Senza chiedere permesso” prevedeva tre aree di finanziamento: per le imprese, anche di piccole dimensioni; per le libere professioniste e studi associati con prevalenza di lavoratrici donne; per associazioni.
Nell’ambito della prima linea di finanziamento hanno ricevuto un contributo l’Istituto Meme con il progetto di recupero delle abilità residue nelle persone fragili; C.B. Motor cycles che ha introdotto smart working e orario flessibile; la cooperativa Roots per l’apertura di uno spazio di co-working; Csi Servizi per l’ampliamento della flessibilità oraria a favore delle dipendenti e la previsione di corsi di formazione e benefit; W. Training per la stabilizzazione dello smart working e l’adozione di un sistema di welfare aziendale.
Per la linea di finanziamento dedicata alle libere professioniste hanno ottenuto il contributo lo studio di commercialiste Cambi & partners per un progetto di organizzazione del lavoro che mette al centro flessibilità e innovazione; Federica Mumm e Antonella Scaglioni per l’acquisto di strumenti che consentano il lavoro da remoto.

Nella terza linea di finanziamento, dedicata alle associazioni, hanno ottenuto il contributo Officina danza studio per la creazione dell’App maMManonseisola che aiuta le mamme malate oncologiche a gestire i figli creando un canale di collaborazione con altre donne; l’associazione Aut Aut per l’ampliamento e lo sviluppo dell’App Agenda Aut Aut che aiuta a gestire la quotidianità di genitori, docenti e collaboratori nelle famiglie con persone autistiche; Uisp di Modena per la previsione di un voucher per l’attività sportiva e i centri educativi estivi che agevola le mamme che lavorano; Legacoop e Arci per la formazione delle dipendenti.

“Senza chiedere permesso” è elaborato dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Modena dopo una condivisione con le associazioni di categoria, la Cpo, i sindacati e Unimore, ha ottenuto un finanziamento complessivo per la gestione del progetto di 40 mila euro nell’ambito del bando regionale per sostenere la parità delle donne nella vita economica e coinvolge una rete di organismi rappresentativi delle realtà imprenditoriali e del lavoro locale.



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