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Modena, violenze sulle donne: la cura per uomini maltrattanti

Modena, violenze sulle donne: la cura per uomini maltrattanti
Lo psicologo Alessandro De Rosa in Consiglio comunale

“Dopo liti di ‘routine’ un giorno ho fatto quello che non avrei mai pensato di fare alla mia compagna…”. Inizia così il racconto di Luca, proiettato in Consiglio comunale nella seduta di giovedì 23 novembre, dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Il video, che spiega il lavoro con uomini maltrattanti condotto nel Centro “Liberiamoci dalla violenza” dell’Azienda Usl di Modena, ha accompagnato l’intervento in aula dello psicologo e psicoterapeuta Alessandro De Rosa, uno degli esperti impegnato proprio nella struttura pubblica, la prima in Italia a occuparsi, dal 2011, del cambiamento di uomini autori di violenza.

Non solo una storia di ferite, quella di Luca e della sua famiglia, ma anche di “rinascita”, iniziata con una telefonata proprio al Centro modenese, che accoglie soprattutto uomini inviati da avvocati e autorità giudiziarie per evitare che siano sottoposti a misure restrittive. Ma ciò che all’inizio può sembrare strumentale, può diventare anche concreta opportunità di cambiamento. “Nella struttura – ha spiegato De Rosa – lavoriamo sulla violenza a partire dagli autori, aiutandoli ad acquisire consapevolezza e responsabilità verso tutte le forme di maltrattamenti, prendendo atto delle conseguenze soprattutto sui familiari”. Lo psicologo, in particolare, ha specificato che si tratta di uomini di diversa estrazione sociale, accumunati dalla tendenza a minimizzare le azioni commesse e ad attribuire spesso alla donna anche una corresponsabilità. De Rosa ha quindi proseguito sottolineando come “la cultura in cui viviamo, i valori patriarcali e l’ideologia maschilista, sono spesso matrici non pienamente riconosciute dagli uomini, ma che spiegano come mai si rendano protagonisti di comportamenti violenti sulle donne”.

Il Centro “Liberiamoci dalla violenza” dell’Azienda Usl di Modena, che attualmente ha in carico circa 60 uomini, si trova all’interno del consultorio familiare, in viale Don Minzoni 121; una scelta simbolica che sottolinea come il lavoro con gli uomini, rivolto alla cessazione della violenza, ha come obiettivo il benessere delle donne e dei bambini. Nella struttura lavorano tre psicologi-psicoterapeuti, impegnati nella conduzione di percorsi al cambiamento che possono essere individuali o di gruppo. L’accesso al servizio è gratuito e su base volontaria: l’uomo interessato al cambiamento deve prendere l’appuntamento contattando il Centro al numero 3665711079 (dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 15) oppure inviando una mail a idv@ausl.mo.it.

IN AULA NOMI E STORIE DELLE VITTIME

C’è anche la storia di Giulia Cecchettin, tra quelle ricordate in in Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 23 novembre, dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. A leggerla il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che ha ricordato “la sua giovane vita spezzata da chi avrebbe dovuto amarla”.

Martina, Teresa, Giulia, Alina,Yana, Sigrid, Zenepe, Sara e sua madre Brunetta, Pierpaola, Angela e Marisa, sono le altre donne commemorate in Aula, uccise da mariti, ex compagni e colleghi che avevano amato. Tra loro, stimate professioniste, donne arrivate in Italia per cambiare vita, una poliziotta, pure una madre al settimo mese di gravidanza. La lettura delle loro vicende, da parte del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, del presidente del Consiglio Fabio Poggi e dei capigruppo (assente durante il momento commemorativo Elisa Rossini di Fratelli d’Italia), è avvenuta vicino a una panchina rossa che è stata installata al centro dell’aula, circondata da scarpe rosse, come simbolo contro la violenza. Al termine della lettura di ogni storia, una rosa è stata posata sulla panchina come segno di memoria.

“Quelle che leggiamo oggi – ha aggiunto il sindaco Muzzarelli – sono testimonianze che non possono lasciare indifferenti, e le mobilitazioni di donne, di tante studentesse, ci dà fiducia”. Nel suo intervento il sindaco ha quindi ricordato l’impegno concreto di Modena (“senza se e senza ma”) contro i femminicidi e ogni fenomeno di violenza fisica e psicologica: “In città abbiamo una fitta rete di associazioni ed enti attivi che collaborano anche con Comune e Provincia per supportare quotidianamente le donne in difficoltà e per tenere alta la guardia contro questi fenomeni”. Il sindaco ha concluso il suo intervento ricordando le numerose iniziative di novembre e il grande impegno dei gruppi di volontariato che lavorano ogni giorno per combattere la violenza sulle donne.

Al termine della cerimonia l’Assemblea ha osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime di femminicidio.