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AVIS ADMO e AIDO, un patto per il dono con provincia e aziende sanitarie

AVIS ADMO e AIDO, un patto per il dono con provincia e aziende sanitarieRafforzare la cultura della solidarietà e del dono biologico coinvolgendo direttamente i lavoratori della pubblica amministrazione e della sanità modenese. È l’obiettivo dei due accordi firmati nella sede Avis di Modena sabato 13 giugno, in prossimità della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno, da AVIS Provinciale Modena, ADMO Emilia-Romagna e AIDO Provinciale Modena con la Provincia di Modena, l’Azienda USL di Modena, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e l’Ospedale di Sassuolo. Il progetto si inserisce nel percorso che vede Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026 e punta a promuovere tra i dipendenti la conoscenza e l’adesione alle diverse forme di dono – sangue, midollo osseo, organi, tessuti e cellule – come scelta di responsabilità civica, tutela della salute e attenzione verso la comunità. Si tratta del primo esempio in regione di protocollo condiviso tra associazioni del dono, istituzioni pubbliche e sistema sanitario per la promozione coordinata della cultura della donazione all’interno dei rispettivi ambiti di lavoro.

Il primo accordo coinvolge la Provincia di Modena con i suoi 252 dipendenti e collaboratori e, attraverso il coordinamento dell’ente provinciale, anche i Comuni del territorio che verranno ugualmente indirizzati alle azioni di sensibilizzazione verso il loro personale.

Il secondo vede protagoniste le Aziende sanitarie modenesi, che si impegnano a diffondere il messaggio del dono tra il personale sanitario, amministrativo e tecnico. In questo caso si tratta di un totale di quasi 10.500 fra professionisti e collaboratori che lavorano all’interno dell’AUSL di Modena, dell’AOU e dell’Ospedale di Sassuolo Spa.

Entrambi i protocolli prevedono la diffusione, attraverso i canali interni degli enti aderenti, di materiale informativo e dei moduli di adesione, che gli interessati potranno compilare in piena autonomia e trasmettere direttamente alle associazioni. Sono inoltre previsti momenti di informazione e sensibilizzazione con la partecipazione dei volontari, sia in presenza sia online, oltre all’organizzazione di giornate dedicate durante le quali sarà possibile effettuare prelievi di sangue per gli aspiranti donatori, di campioni salivari per l’iscrizione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo e raccogliere adesioni per la donazione di organi.

Le parti si impegnano inoltre a valorizzare e comunicare le iniziative e i risultati raggiunti attraverso i propri strumenti di comunicazione e social network, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e la consapevolezza sul tema.

A sottolineare la rilevanza del modello di collaborazione modenese tra associazioni, enti pubblici e sanità è intervenuto all’incontro il presidente di Avis Nazionale Oscar Bianchi, presente a Modena anche in vista dell’evento spettacolo “Volontari per la vita” previsto per la serata del 13 allo Spazio Arena a cura del Ministero della Salute, Avis Nazionale, Croce Rossa ed associazioni per il dono del sangue in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Anche l’Avis regionale dell’Emilia-Romagna era presente con il suo presidente Roberto Pasini.

La firma degli accordi è avvenuta tra i tre presidenti delle associazioni del dono, Milena Storione per Avis provinciale Modena, Marco Costantini per la sezione modenese di AIDO, Rita Malavolta per la Fondazione ADMO Emilia Romagna e il presidente Fabio Braglia per la Provincia di Modena, il direttore generale Mattia Altini per l’ Azienda USL di Modena, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) modenese Luca Baldino, Giorgia Adani medico di Direzione Sanitaria per l’Ospedale di Sassuolo. In rappresentanza del Comune di Modena ha partecipato la vicesindaco Francesca Maletti.

L’accordo con l’Amministrazione Provinciale avrà una durata di 12 mesi, quello con le Aziende Sanitarie di 36 mesi, entrambi con possibilità di rinnovo concordato dalle parti. Nel caso della convenzione con la Provincia è previsto alla scadenza un riconoscimento simbolico alle pubbliche amministrazioni che si siano maggiormente distinte nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal protocollo.

PATTO PER IL DONO, LE DICHIARAZIONI DEI FIRMATARI

“Per la prima volta le associazioni del dono, gli enti locali e l’intero sistema sanitario modenese condividono un progetto comune di promozione della donazione nei luoghi di lavoro – dichiarano il presidente di AVIS provinciale Milena Storione, di ADMO Emilia-Romagna Rita Malavolta e di AIDO provinciale Marco Costantinicontribuendo a consolidare una rete di collaborazione capace di generare benefici per l’intera comunità. È un segnale importante di unità e una grande opportunità per raggiungere nuovi cittadini, informarli correttamente e trasformare la solidarietà in un modello sociale fatto di scelte concrete. Ringraziamo la Provincia di Modena e le Aziende sanitarie, da sempre vicini alla nostra missione, per aver intrapreso con noi questo percorso che contribuirà a rafforzare ulteriormente la grande tradizione di volontariato e partecipazione che caratterizza il nostro territorio”.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di diffondere la cultura del dono come esempio di altruismo, impegno ed attenzione alle fragilità – dichiara il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia – Ringrazio Avis, Aido ed Admo per questo protocollo che ci permette di diffondere nei nostri canali ed all’interno della nostra rete lavorativa l’importanza del dono”.

“Con questo patto rafforziamo un’alleanza di grande valore tra associazioni del dono, istituzioni e sistema sanitario modenese – dichiarano Mattia Altini, Luca Baldino e Stefano Reggiani DG delle Aziende sanitarie modenesi Promuovere la donazione di sangue, organi, tessuti, cellule e midollo osseo significa investire in una comunità più consapevole, solidale e capace di prendersi cura delle persone. Portare questo messaggio nei luoghi di lavoro pubblici e sanitari vuol dire parlare direttamente ai professionisti valorizzando il loro ruolo non solo nella cura, ma anche come presìdi di fiducia, responsabilità condivisa e vicinanza ai cittadini. La scelta del dono è un gesto libero e profondamente umano, che nasce dall’informazione corretta, dal dialogo e dalla consapevolezza. Questo progetto rappresenta un segnale concreto di collaborazione tra realtà diverse ma unite dallo stesso obiettivo: rafforzare la cultura del dono e trasformarla in una scelta sempre più vicina alle persone, alla salute della comunità e al bene comune. Continueremo a sostenere questo impegno con convinzione, perché ogni singola scelta di donare è generatrice di cura, speranza e futuro per molti cittadini”.