Domenica 20 settembre il parco archeologico della Terramara di Montale torna ad animarsi con un appuntamento che negli anni ha saputo conquistare un pubblico sempre più ampio: “La modellazione dell’argilla”. Un’esperienza che riporta al gesto antico del fare, alla materia che prende forma tra le mani, restituendo in modo diretto e coinvolgente il sapere artigianale delle comunità terramaricole.
Al centro dell’iniziativa, le tecniche di lavorazione del vasellame: ciotole e scodelle per il consumo quotidiano, olle e orcioli destinati alla cottura, fino ai grandi dolii (grandi vasi di terracotta) per la conservazione delle derrate. Le dimostrazioni dal vivo, curate dal ceramista Andrea La Torre insieme a Gianluca Pellacani del Museo Civico di Modena, accompagnano i visitatori dentro un processo che richiede precisione tecnica e sensibilità estetica. A seguire, i laboratori dedicati a bambine e bambini permettono di sperimentare direttamente la modellazione dell’argilla, dando vita a piccole forme ceramiche.
Alle spalle di queste attività si colloca un lungo lavoro di ricerca condotto dal Museo Civico e dall’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha consentito di ricostruire con accuratezza le modalità produttive della Terramara di Montale. Dallo studio delle materie prime alla definizione delle tecniche di lavorazione – a stampo e a cercine, senza l’uso del tornio – emerge un quadro complesso, in cui abilità manuale e conoscenza dei materiali si combinano in modo raffinato. Anche le decorazioni, realizzate con strumenti semplici come spatole in osso o piccoli ciottoli, testimoniano una cura attenta per il dettaglio. L’archeologia sperimentale ha avuto un ruolo decisivo nel rendere leggibile questo patrimonio: riproducendo vasi analoghi a quelli rinvenuti negli scavi, è stato possibile valutare le difficoltà tecniche e le competenze necessarie nelle diverse fasi di lavorazione.
Il parco archeologico di Montale si conferma in tal modo un luogo in cui la ricerca incontra la divulgazione, offrendo un percorso che si sviluppa tra resti archeologici e ricostruzioni a grandezza naturale di abitazioni dell’età del Bronzo. Dalla riapertura primaverile, l’esperienza si è ulteriormente arricchita grazie all’introduzione di tecnologie che ampliano le modalità di accesso e comprensione: installazioni audio e video, ricostruzioni virtuali, ologrammi e ambienti immersivi accompagnano il pubblico nella lettura dei contesti più complessi.
Le visite, sempre guidate e con partenza ogni 45 minuti, conducono passo dopo passo alla scoperta del sito, mentre i laboratori completano l’esperienza con un approccio attivo e partecipato, particolarmente adatto ai più giovani. Informazioni e dettagli aggiornati sono disponibili sul sito www.parcomontale.it.
