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Cpia, ecco il protocollo che potenzia l’inclusione linguistica

Cpia, ecco il protocollo che potenzia l’inclusione linguistica
Camporota e Venturelli

Una rete territoriale sempre più coordinata tra Comune, Cpia e realtà del Terzo settore per semplificare i percorsi di apprendimento dell’italiano L2 e ampliare le opportunità di inclusione per le persone con background migratorio.

È questo il cuore del Protocollo d’intesa approvato dalla Giunta comunale, su proposta delle assessore a Politiche educative e Coesione sociale Federica Venturelli e Alessandra Camporota, per lo svolgimento di percorsi integrati di lingua italiana rivolti ad adulti frequentanti corsi di italiano L2 nell’ambito dei soggetti aderenti al Tavolo Lingua cittadino.

L’accordo si inserisce nel percorso avviato dal Comune nell’ambito del programma “Modena Città Interculturale” e rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro di rete sviluppato in questi anni anche dal Cpia 1 Modena, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che proprio nel 2026 celebra i dieci anni di attività come presidio educativo, sociale e culturale per l’inclusione linguistica e formativa degli adulti. Il protocollo rinnova e aggiorna una precedente intesa, valorizzandone gli aspetti positivi e introducendo modalità operative più strutturate per garantirne una piena attuazione.

I firmatari del protocollo sono il Comune di Modena, il Cpia 1 Modena e alcuni soggetti appartenenti al Tavolo Lingua, il coordinamento cittadino nato nel 2021 e promosso dal Comune nell’ambito della rete delle Città interculturali del Consiglio d’Europa, che riunisce associazioni, cooperative e gruppi impegnati nell’insegnamento dell’italiano L2.

Tra i soggetti che hanno aderito figurano Porta Aperta Odv Ets, Caritas diocesana di Modena con la Scuola Penny Wirton, la Parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, Officina Progetto Windsor, Caleidos Cooperativa Sociale e L’Angolo Cooperativa Sociale. Il protocollo, che valorizza e riconosce il lavoro spesso volontario di queste associazioni, resterà aperto anche all’adesione di nuovi soggetti che operano nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2 e dell’accoglienza linguistica e sociale.

“Questo protocollo rafforza concretamente il lavoro di rete tra istituzioni, scuola e Terzo settore e va nella direzione di semplificare i percorsi delle persone, ampliando allo stesso tempo le opportunità di inclusione – sottolinea l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli – Il Cpia rappresenta un luogo fondamentale di emancipazione, crescita e cittadinanza: la lingua è il primo strumento per costruire autonomia, accedere al lavoro, orientarsi nei servizi e partecipare pienamente alla vita della comunità. In una città internazionale e attrattiva come Modena, investire sull’apprendimento dell’italiano significa rafforzare coesione sociale e diritti”.

L’obiettivo dell’intesa è infatti quello di integrare e riconoscere formalmente il lavoro svolto dalle associazioni con quello del Cpia, costruendo un sistema territoriale coordinato per l’apprendimento della lingua italiana e per l’inclusione sociale delle persone adulte con background migratorio. Il protocollo riconosce il valore di una “comunità educante territoriale” fondata sulla corresponsabilità educativa e sulla collaborazione tra istituzioni scolastiche, enti locali e terzo settore, con particolare attenzione alle persone in condizioni di fragilità.

Tra gli aspetti più significativi dell’accordo vi è la possibilità, per le persone iscritte contemporaneamente ai corsi del Cpia e ai percorsi promossi dai soggetti del Tavolo Lingua, di vedersi riconosciuta una parte delle ore frequentate presso le associazioni aderenti. Per accedere alla prova conclusiva sarà necessario frequentare almeno il 70 per cento del monte ore previsto, di cui almeno la metà direttamente presso il Cpia.

Il protocollo avrà validità fino al 30 giugno 2029 e punta a rafforzare ulteriormente il coordinamento territoriale delle attività di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano L2, valorizzando un lavoro che negli anni ha visto crescere collaborazioni, scambio di buone pratiche e momenti condivisi di formazione e autoformazione.