Home Cronaca Zone rosse prorogate a Modena. Camporota: “Attenzione alta, 7 giorni su 7”

Zone rosse prorogate a Modena. Camporota: “Attenzione alta, 7 giorni su 7”

Zone rosse prorogate a Modena. Camporota: “Attenzione alta, 7 giorni su 7”“Davanti all’analisi dei risultati ottenuti, è stato deciso in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di prorogare la misura di prevenzione per ulteriori tre mesi, a partire dal 5 febbraio scorso, così da rafforzare la cornice di contrasto di forme di illegalità diffusa o di criminalità in alcune zone della Città considerate più a rischio. Sulla base dell’analisi dei dati e delle segnalazioni pervenute dai cittadini, è stato concordato di privilegiare, nelle attività di controllo, alcune specifiche aree: zona Stazione, parco XXII Aprile, Novi Sad e Autostazione. Nel periodo di vigenza del provvedimento sono state identificate in totale 8209 persone, di cui 3501 italiani e 4708 stranieri, e sono stati controllati 987 veicoli. Gli ordini di allontanamento adottati in base all’ordinanza sono stati 132, 16 le sanzioni irrogate per reiterazione, mentre gli stranieri irregolari fermati sono stati 23; 9 le persone arrestate e 116 quelle deferite all’Autorità Giudiziaria”.

Lo ha spiegato l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota rispondendo a un’interrogazione sul tema “Patto per Modena Sicura” presentata giovedì 21 maggio in Consiglio comunale da Maria Grazia Modena di Modena per Modena. Nel dettaglio, la consigliera ha chiesto se l’istituzione della zona rossa abbia portato benefici, se nel patto rinnovato ci siano “novità per migliorare la sicurezza e il vivere civile dei modenesi”, eventuali motivi e scopi.

“Il Patto Modena Città Sicura per il triennio 2026-2029 è un impegno costante e corale, perché trasversale a tutta l’azione dell’amministrazione comunale, nell’attuazione delle politiche di sicurezza urbana integrata – ha spiegato l’assessora Camporota – Il documento è pensato per assicurare alla Polizia locale la massima efficacia, al servizio del bene comune, tenendo conto delle sfide del momento storico che attraversiamo ma anche della riorganizzazione del Corpo in atto”.

“Per la Polizia locale l’impegno principale riguarda la transizione verso un modello di polizia di comunità, con il mantenimento di presidi fissi ritenuti indispensabili come, ad esempio, il distaccamento in via Molza e la sede nel condominio R Nord. E ancora, l’utilizzo di unità mobili per raccogliere segnalazioni nelle zone periferiche e sensibili; il supporto alla rete dei cittadini, con incontri periodici tra coordinatori dei gruppi di Controllo di vicinato e di Polizia locale per fornire riscontri sulle segnalazioni ricevute”, ha spiegato Camporota.

“Resta fermo poi l’impegno nei settori di competenza tradizionale, ma con un’intensificazione specifica – ha continuato l’assessora – Rientrano tra questi l’infortunistica, per garantire il rilevamento di incidenti lungo l’intero arco delle 24 ore sulla viabilità urbana (ricordo che nel 2025 sono stati 2066 e nel 2026 si registrano al momento 622 incidenti); controlli mirati della guida sotto l’effetto di alcol o droghe e dell’uso di cellulari in modo costante, verifiche per il contrasto all’abusivismo commerciale, alla contraffazione e al gioco d’azzardo patologico; contrasto all’accattonaggio, occupazioni abusive di edifici e truffe; supporto alle vittime di reato e partecipazione a programmi di educazione stradale e alla legalità nelle scuole, nonché interventi in tema di bullismo/cyberbullismo”.

Tra le principali novità contenute nel nuovo Patto, “si è stabilito che sia la Prefettura, in quanto cabina di regia, a fornire riscontro in merito alle elaborazioni statistiche; che l’attività di potenziamento del sistema di videosorveglianza realizzata nel triennio passato è stata affiancata da un’attività di controllo e manutenzione allo scopo di mantenere l’efficienza dei numerosi impianti presenti; si intendono consolidare i rapporti con i partner che collaborano con la polizia locale, nello specifico con il controllo di vicinato e la rete di volontariato, e promuovere misure di accompagnamento sociale che prevedono il coinvolgimento attivo della comunità locale, minori e giovani in particolare”.

“Si intende inoltre sviluppare il coordinamento degli interventi congiunti, nei limiti dei rispettivi compiti istituzionali, finalizzato anche a dare maggiore efficacia ed efficienza al supporto che la Polizia locale garantisce alle forze dell’ordine nel monitoraggio costante di situazioni di illegalità, considerando che si tratta di un impegno costante da portare avanti nell’ottica della collaborazione di tutti. Infine, sono stati eliminati i riferimenti all’incremento dei servizi nei fine settimana in quanto si è valutato che l’attenzione debba rimanere alta sette giorni su sette”, ha concluso Camporota.

Dopo la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, è intervenuta Elisa Rossini (FdI) esprimendo soddisfazione per il rinnovo del “Patto per Modena Sicura” e sottolineando l’importanza del rafforzamento dei presidi mobili della Polizia locale e del ruolo dei controlli di vicinato, seppur auspicandone un miglior funzionamento. Positivo anche il giudizio della consigliera sull’uso delle zone rosse, considerate uno strumento utile per intercettare situazioni di irregolarità: “Un ulteriore elemento che può aiutare ad affrontare in modo strutturato il problema della sicurezza in città”.

Anche Gianluca Fanti (Pd) ha posto l’attenzione sul funzionamento delle zone rosse, evidenziandone effetti e limiti. Se da un lato ha riconosciuto un calo della criminalità durante i controlli, dall’altro ha avvertito il rischio di spostamento di zone dei reati. Critico verso un approccio solo repressivo, il consigliere ha ribadito la necessità di investimenti strutturali e politiche integrate, spiegando che “la sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con il lavoro quotidiano e con una strategia più ampia” che preveda anche l’integrazione operativa e tecnologica tra le forze in campo.

Ferdinando Pulitanò (FdI) ha difeso l’utilità delle zone rosse come risposta concreta alle criticità urbane, evidenziando ‘incoerenze politiche’ e ritardi negli interventi, soprattutto nella zona Tempio, di corso Vittorio Emanuele e della stazione, ricordando proposte già avanzate in passato dal suo gruppo su sicurezza e rilancio commerciale. Per il consigliere, “la sicurezza la dà anche, a volte, una divisa, ma soprattutto contenitori riempiti”, ha affermato, sottolineando la necessità di azioni integrate e non solo annunci.

Infine, Diego Lenzini (Pd) ha rimproverato all’opposizione di strumentalizzare il tema e attribuire al Pd posizioni mai espresse. Il capogruppo ha riconosciuto che le zone rosse possono avere effetti, ma solo temporanei, ribadendo che da sole non risolvono il problema, perché “spostare il problema da una parte all’altra della città non è una soluzione”. Il consigliere ha difeso un approccio complesso alla sicurezza, che includa anche urbanistica e politiche sociali, invitando a un confronto più serio e meno polemico sui temi concreti.