Mercoledì 24 giugno presso la Sala Ulivi di via Ciro Menotti 137, a Modena, si svolgerà un seminario dedicato al progetto “Modena friendly house: una casa per chi non ha casa”. L’iniziativa, in programma dalle 9 alle 13, è l’occasione per fare il punto sul progetto, finanziato con fondi Pnrr, per la ristrutturazione di cinque alloggi destinati a persone in condizioni di grave marginalità. Un racconto di case che tornano a vivere e di persone che, passo dopo passo, ritrovano spazio e tempo per ripartire: attraverso il progetto di cohousing sociale, gli immobili comunali si trasformano in nuove occasioni di rinascita, dove ogni passo segna un passaggio concreto verso una nuova quotidianità. Il cohousing diventa così un percorso condiviso, fatto di passi che si incontrano, si intrecciano e costruiscono relazioni, esperienze e prospettive di vita.
«Il cohousing sociale è uno strumento in grado di dare una risposta concreta a chi vive situazioni di grave marginalità e non dispone di una casa o di una rete di sostegno stabile – le parole di Alessandra Camporota, assessora a Coesione sociale, Integrazione e cittadinanza, Volontariato e Terzo settore del Comune di Modena, che aprirà i lavori con il suo saluto istituzionale – Non si tratta soltanto di offrire un alloggio, ma di costruire percorsi di accompagnamento che permettano alle persone di recuperare autonomia, relazioni e fiducia nel futuro: lavoriamo insieme per costruire una comunità che sia sempre più inclusiva e attenta agli ultimi”.
Dopo i saluti dell’assessora Camporota, sarà la volta di Ferruccio Masetti, direttore di Acer Modena – Azienda Casa Emilia-Romagna. Seguirà l’intervento di Elena Mazzoni, assessora della Regione Emilia-Romagna con deleghe ad Agenda digitale, Legalità, Contrasto alle povertà ed Economia solidale. “Di fronte a un’emergenza abitativa che riguarda sempre più famiglie, giovani, anziani e persone in condizione di fragilità, non possiamo limitarci a parlare di case: dobbiamo parlare di dignità, autonomia e inclusione- il commento dell’assessora regionale Elena Mazzoni-. Per questo l’housing sociale rappresenta uno strumento fondamentale, capace di coniugare il diritto all’abitare con percorsi concreti di sostegno alle persone. In Emilia-Romagna abbiamo investito con convinzione su modelli innovativi come l’Housing First, rivolto alle persone senza dimora, che mette la casa al centro come punto di partenza per ricostruire stabilità e relazioni. Oggi- ha aggiunto- il rischio è che importanti progetti realizzati grazie al PNRR si interrompano per la mancanza di adeguate risorse nazionali destinate alla loro gestione. Per questo abbiamo individuato gli strumenti necessari a garantire continuità agli interventi abitativi, ai centri servizi e alle attività di prossimità stanziando in assestamento di Bilancio 2026 1,5 milioni di euro per il 2026 per politiche a contrasto della povertà assoluta e in particolare per garantire la continuità degli investimenti realizzati con le risorse Pnrr. Perché contrastare la povertà significa anche garantire a tutti la possibilità di avere un luogo sicuro da cui ripartire”.
La mattinata continua con l’intervento di Barbara Papotti, dirigente del Servizio Abitare Modena e percorsi di inclusione del Comune di Modena; di Margherita Neri e Alice Listuzzi della Cooperativa Piazza Grande di Bologna e di Maria Luisa Pontelli, vicepresidente di FIO.PSD. Nel corso della mattinata, O.D.V Voice Off e Cooperativa Caleidos presenteranno “Dove tornano i passi”, un racconto video sulle storie che hanno attraversato le case del progetto “Modena friendly house”.
Al termine del seminario, alle 13, è previsto un light lunch presso il Tortellante. La partecipazione è gratuita. Per motivi organizzativi è richiesta la conferma di partecipazione inviando una mail a chiara.santi@comune.modena.it.
