“La conferma definitiva delle condanne per l’uccisione di Saman Abbas restituisce piena giustizia al ricordo di una ragazza cui è stato negato il diritto fondamentale di vivere libera. È una sentenza di grande rilievo giuridico e civile, perché riconosce con chiarezza che Saman è stata uccisa per aver rivendicato la propria autodeterminazione, rifiutando un matrimonio imposto e scegliendo di costruire liberamente il proprio futuro”.
Così l’assessora alle Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, sulla conferma in Cassazione delle condanne per i genitori, i cugini e lo zio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa a Novellara, nel Reggiano, nella primavera del 2021 per essersi opposta a un matrimonio imposto. Il corpo di Saman fu, poi, ritrovato in un casolare il 29 novembre 2022, un anno e mezzo dopo la sua scomparsa.
“Questa vicenda- prosegue l’assessora- ci ricorda che la violenza maschile contro le donne attraversa culture, religioni, confini geografici e condizioni sociali. Cambiano i contesti, ma la radice è la stessa ovvero il controllo sul corpo, sulle scelte e sulla libertà delle donne. Per questo dobbiamo respingere con forza ogni lettura che alimenti stereotipi culturali o etnici. Il patriarcato assume forme diverse, ma ovunque nega alle donne il diritto di essere pienamente libere. La Regione Emilia-Romagna continuerà a investire nella prevenzione, nell’educazione al rispetto, nella rete dei centri antiviolenza, nella formazione di tutte le figure istituzionali coinvolte e nella protezione tempestiva delle ragazze e delle donne che chiedono aiuto”.
“La libertà femminile- conclude Allegni- non è negoziabile e non può essere subordinata ad alcuna tradizione, consuetudine o presunto codice d’onore. Il modo migliore per onorare la memoria di Saman è costruire una società capace di riconoscere per tempo i segnali della violenza, proteggere chi sceglie la libertà e affermare, ogni giorno, che nessuna donna deve essere lasciata sola quando decide di vivere la propria vita secondo la propria volontà”.
