La notizia della confisca di beni per oltre 3 milioni di euro a un’imprenditrice operante nel territorio di Casalecchio di Reno, condannata per riciclaggio e ritenuta al centro di un sistema di reinvestimento di capitali provenienti dal narcotraffico internazionale, riporta con forza all’attenzione un tema che la Campagna Mettiamoci in Gioco denuncia da anni: il settore del gioco d’azzardo rappresenta uno degli ambiti maggiormente esposti agli interessi della criminalità organizzata e alle operazioni di riciclaggio di denaro illecito.
Secondo quanto emerso dalle indagini e dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria, tra i beni confiscati figurano anche società attive nella gestione di sale da gioco, oltre a società immobiliari, immobili e disponibilità finanziarie. Un elemento che conferma ancora una volta come il comparto dell’azzardo costituisca un terreno particolarmente appetibile per il reinvestimento di capitali provenienti da attività criminali.
Il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti, dall’usura, dall’estorsione e da altre attività illegali necessita infatti di essere reimmesso nell’economia legale attraverso attività capaci di movimentare ingenti flussi di denaro e di rendere meno visibile l’origine delle risorse. Il settore dell’azzardo, per la sua stessa struttura economica e per l’elevata circolazione di contante e transazioni, rappresenta da tempo uno degli strumenti privilegiati utilizzati dalle organizzazioni mafiose per queste operazioni.
Le numerose inchieste giudiziarie degli ultimi anni dimostrano che non ci troviamo di fronte a episodi isolati o a semplici tentativi di infiltrazione. In molti territori dell’Emilia-Romagna emerge piuttosto un fenomeno di radicamento economico e relazionale delle organizzazioni mafiose, che investono nei settori tradizionalmente più esposti al riciclaggio: edilizia, immobiliare, logistica, ristorazione e, appunto, gioco d’azzardo. Le mafie seguono il denaro e i luoghi in cui il denaro può essere movimentato rapidamente e con minori possibilità di controllo. Per questo motivo il contrasto all’azzardo patologico e alla diffusione dell’offerta di gioco non rappresenta soltanto una questione sanitaria e sociale, ma costituisce anche una fondamentale azione di prevenzione antimafia e di tutela dell’economia legale.
La Campagna Mettiamoci in Gioco Emilia-Romagna rinnova quindi il proprio impegno affinché le istituzioni regionali e locali rafforzino le politiche di riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo, sostengano la piena applicazione delle normative di contrasto e promuovano strumenti sempre più efficaci di monitoraggio e trasparenza dei flussi economici collegati al settore.
Contrastare l’azzardo significa proteggere le persone dalla dipendenza, le famiglie dall’indebitamento e i territori dall’espansione degli interessi criminali.
L’azzardo non è mai soltanto un gioco. Troppo spesso rappresenta anche una porta d’ingresso per il riciclaggio e per il consolidamento del potere economico delle mafie.
