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Microplastiche nel sistema nervoso, uno studio Unimore apre una nuova pista sulla SLA

Microplastiche nel sistema nervoso, uno studio Unimore apre una nuova pista sulla SLA
immagine generata con AI

In corso di pubblicazione sulla prestigiosa rivista inglese Brain Communications uno studio innovativo UniMORE sull’inquinamento da microplastiche e malattie neurologiche, in particolare sclerosi laterale amiotrofica, dal titolo Central nervous system concentrations of nano- and microplastics and risk of amyotrophic lateral sclerosis (DOI 10.1093/braincomms/fcag296), avente come coordinatori della ricerca nonché primo ed ultimo autore della pubblicazione Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, rispettivamente ordinari di Epidemiologia e di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di UniMORE. Lo studio nasce dalla stretta collaborazione tra epidemiologi (Proff. Marco Vinceti e Tommaso Filippini, e dott.ssa Teresa Urbano) e neurologi UNIMORE-AOU (Prof.ssa Jessica Mandrioli e Dott.ssa Giulia Gianferrari, in collaborazione con la dott.ssa Roberta Bedin), cui si è aggiunto il contributo fondamentale del gruppo di ricerca igienistico dell’Università di Catania coordinato dalle Prof.sse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti, titolare di un avanzato brevetto europeo per la determinazione di quantità piccolissime di nano- e microplastiche, e della Prof.ssa Lauren Wise della Boston University School of Public Health.

Nello specifico, lo studio ha determinato per la prima volta al mondo i livelli di microplastiche ed in modo particolare delle nanoplastiche(caratterizzate ridottissime dimensioni, dell’ordine dei decimillesimi di millimetro), nel liquor e quindi nel sistema nervoso centrale di pazienti con SLA, paragonando tali livelli con quelli riscontrati in persone sane. I risultati dello studio suggeriscono come elevati livelli di microplastichesiano associati, al di sopra di un livello ‘soglia’ di esposizione individuato appunto nella ricerca, ad un maggior rischio di SLA, o a causa di un effetto tossico diretto di tali contaminanti o per l’azione di altre sostanze tossiche associate alle microplastiche. Lo studio è anche il primo a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue (dove sono presenti grazie all’esposizione ambientale e all’introduzione tramite la dieta) e presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso, ponendo le basi per la realizzazione e validazione di nuovi studi nell’uomo su tali inquinanti di particolare attualità, e sul loro possibile ruolo nel determinare malattie del sistema nervoso.

Al proposito, il Prof. Marco Vinceti ha dichiarato: “Questa stretta collaborazione tra igienisti-epidemiologi e neurologi del nostro Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze viene da lontano, testimoniando una volta di più l’importanza della ricerca interdisciplinare sul tema delle cause ambientali e della prevenzione nel campo delle malattie neurodegenerative. Se e quanto questi nuovi contaminanti rappresentati da nano- e microplastiche siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo: i nostri risultati evidenziano però la loro presenza in vivo in ambito cerebrale e suggeriscono una possibile attività neurotossica delle particelle di minori dimensioni”.

La Prof.ssa Jessica Mandrioli ha a sua volta dichiarato: “Questo studio apre una nuova prospettiva sul possibile ruolo delle microplastiche nelle malattie neurodegenerative e dimostra quanto sia fondamentale integrare competenze cliniche, epidemiologiche e di laboratorio per affrontare quesiti scientifici complessi. Questi risultati, che dovranno essere confermati da studi più ampi, sono stati resi possibili anche grazie all’investimento di UNIMORE nella ricerca traslazionale e alla NeuroBioBanca di Modena, una risorsa strategica che consente di sviluppare studi innovativi sui meccanismi delle malattie neurologiche e di porre le basi per future strategie di prevenzione e cura”.